La Fonte,
Comunità famiglia Onlus

La struttura offre un servizio di pronta accoglienza 24 ore su 24 per cui tutti i minori, che sono stati affidati urgentemente dalle Forze dell’Ordine, vengono inseriti a distanza di poche ore dalla richiesta da parte delle autorità competenti in questa struttura.

Nel caso in cui vi siano le condizioni per accogliere il minore in modo permanente lo stesso viene inserito, in accordo con il Comune affidatario, nella Comunità  in regime di accoglienza ordinaria fino a saturazione dei posti disponibili.

  1. La struttura si erge su due piani, collegati da scale interne, scale esterne ad uso antincendio ed ascensore.

Il piano interrato ospita i locali di servizi (es. lavanderia, magazzino e locali di servizio, etc.);

Al piano terra e piano superiore sono siti la cucina, l’infermeria, l’ufficio del Direttore e Coordinatore di Struttura , una sala pranzo, camere singole, doppie o triple. Tutte le camere sono dotate di un impianto di riscaldamento e servizi igienici con doccia; vi è anche una sala ricreativa (Tv e lettura), un’aula studio e un locale adibito per il guardaroba. Tutti i letti sono provvisti di coperte, cuscini e biancheria da letto che vengono periodicamente cambiati.

  1. L’erogazione dei pasti avviene mediante un adeguato trattamento alimentare che prevede una colazione, una merenda mattutina, un pranzo, una merenda pomeridiana e infine una cena. Tutti i pasti vengono serviti secondo i comuni standard igienico sanitari nonché quelli dietologici riferiti alla fascia di età del minore con particolare riguarda alle condizioni fisiologiche e patologiche dell’ospite nonché in  rispetto delle identità religiose di ciascuno di essi. Per questo motivo la struttura si appoggia sulla collaborazione con un dietista/nutrizionista professionale che valuta i cibi idonei da somministrare agli utenti.

Il personale addetto all’assistenza opera sia al confezionamento delle colazioni e merende, che allo sporzionamento ed alla somministrazione agli ospiti. Il riassetto della sala da pranzo è affidato al personale della Cooperativa esterna, alla quale è affidata anche l’igenizzazione e la sanificazione degli impianti di cottura e di conservazione dei cibi, compresa la pulizia degli ambienti e delle attrezzature che avviene nel rispetto del D. Lgs. 155/97.

  1. L’erogazione di prodotti per l’igiene personale viene effettuata una prima volta nel momento dell’accoglienza per cui viene fornito a ciascun minore un kit comprensivo di tutti i prodotti necessari per mantenere un’adeguata condizione igienico sanitaria (sapone, dentifricio, spazzolino, shampoo, bagnoschiuma, schiuma da barba, etc.) rispettando anche l’esigenze dei ragazzi. Successivamente vengono riconsegnati all’occorrenza i prodotti igienici-sanitari consumati dai minori.

L’organizzazione della lavanderia è svolto dal personale Addetto all’Assistenza in turno che coinvolge il minore a fini educativi.

Gli operatori provvedono ad attivare le lavatrici per il lavaggio degli indumenti degli ospiti, asciugare gli indumenti, marcare gli indumenti, piccoli interventi di rammendo, stirare, piegare e sistemare gli indumenti negli armadi, segnalare le carenze.

Ogni Ospite è affiancato da un operatore di riferimento per la gestione dell’armadio/comodino/scrittoio, per eventuale riordino e pulizia e cambio stagione e per la corrispondenza dei capi personali. Ad ogni minore viene fornito vestiario e biancheria intima in misura sufficiente ed adeguata.

  1. Ad ogni ospite vengono forniti degli abiti e degli indumenti intimi in misura sufficient e adeguata. La struttura possiede un guardaroba in cui conserva diversi capi di abbigliamento utili per vestire i minori in servizio di pronto accoglienza o in regime di accoglienza ordinaria.
  1. L’equipe multiprofessionale coordinate dal Direttore generale, formata dal coordinatore di struttura, psicoterapeuta, educatori, animatori socio educativi, addetti al servizio scolastico e altre figure professionali presenti all’occorenza, quali l’infermiere e lo psichiatra, garantisce il sostegno e l’accompagnamento per l’accesso ai servizi socio sanitari comprendente il medico di medicina generale. Settimanalmente è anche presente presso la struttura comunitaria il medico di base territorialmente di competenza. Sempre l’equipe multiprofessionale, attraverso gli operatori, garantisce l’accompagnamento dei minori presso le strutture sanitarie per lo screening sanitario di primo ingresso, se necessario oltre la visita infermieristica svolta dal personale professionale presente in struttura; l’accompagnamento presso le strutture sanitarie per prestazioni urgenti; il sostegno socio psicologico mediante l’opera professionale dello psicologo-psicoterapeuta presente in Comunità; l’erogazione di farmaci qualora gli stessi siano prescritti con regolare ricetta;
  1. I minori vengono informati e accompagnati a svolgere tutte le pratiche formali al fine di ottenere il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno e tutta la documentazione utile per regolarizzare la propria posizione sul territorio nazionale italiano. Per questo motivo La Fonte Comunità Famiglia onlus si rapporta costantemente con gli uffici della Questura.
  1. Viene fornito a ciascun minore la possibilità di avere assistenza linguistica e culturale con la presenza di un mediatore culturale al fine di offrire al minore la possibilità di esprimersi nella propria lingua. Vi sono operatori che provengono e parlano la lingua albanese/kosovara e quella pakistana/afghana/Bengalese. Nel caso di altre lingue la struttura si può appoggiare su strutture che collaborano con mediatori culturali e linguistic di varie nazionalità.

h) L’equipe multidisciplinare, in raccordo con il competente Servizio sociale e il tutore del minore (qualora nominato), si occupa attraverso lo psicologo della struttura di stendere il Progetto Personalizzato che è l’espressione di sintesi del Progetto della Comunità che si ispira alla centralità della persona, si fonda sui valori esplicitati nell’atto statutario e declina la salute come “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia” (definizione O.M.S.-Organizzazione Mondiale della Sanità) nel best interest del minore.

L’impianto metodologico su cui si struttura l’elaborazione del Progetto Personalizzato avviene, pertanto, seguendo delle fasi specifiche:

1) osservazione _prevalentemente diretta, supportata da un utilizzo puntuale di test per la valutazione dei gradi di autonomia

2) individuazione degli obiettivi _quelli iniziali vengono individuati dall’Equipe Multidisciplinare che si occupa della valutazione legata al momento di ingresso dell’ospite in struttura, gli “obiettivi in itinere” vengono individuati dall’equipe interna della Comunità;

3) individuazione delle risorse _sia in termini di risorse umane che strumentali. Semestralmente viene individuato un budget di massima per le attività educative;

4) descrizione delle “azioni” _ossia delle attività (interne, esterne, strutturate, semi-strutturate, riabilitative, azioni dell’equipe);

5) individuazione degli strumenti _per ogni attività interna è previsto un operatore di riferimento, lo stesso operatore inoltra una richiesta di acquisto degli strumenti necessari per lo svolgimento dell’attività al Coordinatore di struttura;

6) individuazione dei metodi _fase sottoposta a costante verifica che deve tendere ad una prassi unitaria di lavoro del gruppo degli operatori. Il principale strumento per il lavoro di definizione di una “prassi unitaria” è costituito dalle equipe mensili che vedono la partecipazione di tutti gli operatori della Comunità;

7) previsione di verifiche in itinere ed annuali.

Il corollario a questo impianto metodologico, su cui si struttura il Progetto Personalizzato, è rappresentato dal pensare agli interventi socio-assistenziali, socio-educativi e ed anche socio-sanitari in una prospettiva in cui l’operatorefa conl’utente

(quindi con azioni di indirizzo, di guida, di sostegno).

In alternativa ad un modello di tipo assistenziale in cui l’operatore fa al posto dell’utente (quindi con azioni di tipo sostitutivo).

Le attività/interventi/progetti che di seguito vengono proposti/programmati sono strutturati secondo la metodologia di lavoro sopra esposta, ossia prestando attenzione a quanto definito in ciascun Progetto Personalizzato permettendo, in tal modo, di rispettare i ritmi, i tempi e il livello di autonomia di ciascuno, soprattutto in relazione alla tipologia di ospiti con particolare riguardo all’età, etnia, cultura, provenienza, etc.

La programmazione viene mantenuta costantemente “aperta” e flessibile per consentire di modellare sia il set di attività, sia le modalità di conduzione delle stesse (individuale e di gruppo) in funzione dei feed-back dei singoli ospiti e del gruppo stesso.

Le attività socio-assistenziali, socio-educative e ricreative che la Comunità intende proporre, hanno valore indicativo e non esaustivo, in quanto le definizioni precise delle stesse sono legate al rispetto dei Progetti Personalizzati.

Gli strumenti di lavoro utilizzati per la registrazione delle attività inerenti agli ospiti sono molteplici e riguardano i diversi aspetti della presa in carico.

La mission della Comunità è la promozione del benessere di ogni singolo, intesa come

  • attenzione alla sfera affettivo relazionale,
  • rispettodelle diverse inclinazioni identitarie
  • cura degli aspetti emozionali e relazionali
  • crescita verso un’autonomia individuale.

Tutti questi aspetti sono analizzati e valutati nel Progetto Individualizzatoche rappresenta lo strumento operativo su cui si fonda una valida relazione di aiuto ed un accompagnamento costruttivo e partecipato della persona. Le attività proposte sono quindi strumenti di partecipazione, di integrazione e di riconoscimento del sé dell’Ospite, dove lo stesso percepisce le attività come parte integrante del proprio percorso.

Uno degli obiettivi è quello di stimolare e sostenere l’integrazione sociale e culturale nel territorio e nella comunità locale attraverso attività mirate, la cui programmazione tiene conto delle caratteristiche personali degli Ospiti, articolandosi coerentemente con i progetti individuali, e con una partecipazione strettamente correlata agli interessi ed ai desideri di ognuno.

Altro obiettivo è quello dato dal rapporto con la rete familiare, laddove esistente; recuperare o mantenere un livello di relazione con i familiari è essenziale per valorizzare i legami affettivi. I famigliari, rappresentano un sostegno emotivo ed una parte attiva nella condivisione del progetto individualizzato, come pure nel momento di scelte o di verifica degli interventi definiti nello stesso.

  1. La Fonte Comunità Famiglia onlus si avvela  di docente di lingua italiana è una figura professionale a disposizione dei minori per l’alfabetizzazione della lingua italiana a seconda di quanto espresso nel PEI. Nello specifico si occupa di:
  1. valutare il livello di scolarizzazione svolto nel Paese di origine da ciascun minore;
  2. somministrare un test di ingresso per valutare in quale livello di scolarizzazione inserirlo;
  3. redigere un programma delle lezione in funzione del livello della lingua insegnata;
  4. predisporre, somministrare e valutare i test settimanali di apprendimento;
  5. realizzare il programma formativo di apprendimento della lingua italiana;
  6. redigere una valutazione mensile sul grado di sviluppo delle competenze linguistiche di ciascun allievo;
  7. partecipare alle riunioni di equipe.

Con gli enti formativi sul territorio, valutati più idonei alle risorse e alle aspirazioni del minore, e il Centro per l’impiego vengono individuati percorsi per i minori al fine di completare i cicli di istruzione sia obbligatori che facoltativi attraverso reinserimento e recupero scolastico valutati più idonei alle risorse e alle aspirazioni del minore.

  1. Inoltre si individuano percorsi di formazione, di qualificazione professionale e di eventuale avvio al lavoro dopo i 16 anni con l’eventuale utilizzo di borse di formazione/lavoro erogate dagli Enti preposti;

k) Ogni minore viene informato sulla normative concernente l’immigrazione, sui diritti, doveri e condizione dei minori stranieri non accompagnati nelle modalità e tempi più opportune al fine di una migliore comprensione.

l) Esiste un servizio di assistenza informative all’interno della comunità, svolto attraverso degli operatori che collaborano con la Commissione  regionale che si occupa di rilasciare l’autorizzazione all’asilo politico, sulla condizione del richiedente asilo  finalizzato a fornire nozioni di carattere generale sulla legislazione italiana ed europea in material di diritto di asilo, sull’iter inerente alla procedura per il riconoscimento dello status di rifugiato e assistenza nei rapport con la competente Questura.

 

QUALITA’ DELLE PROFESSIONI: PDF